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Natalino tentò di liberarsi subito di quello strano e travolgente segreto, cercando di comunicarlo a don Angelo Busetto, il cappellano che camminava parecchi passi avanti in quella mattina di agosto, anche lui diretto alla chiesa parrocchiale; ma, raggiuntolo di corsa, non riuscì a parlargli. Qualcosa glielo impediva, come un soffio di vento che gli chiudeva la bocca, mentre avvertiva una sorta di intirizzimento con lievi punzecchiature sulla guancia e sulla mandibola - così narra diretamente Natalino, deponendo al Processo.

don Paolo Zennaro - Pievano al tempo dell'Apparizione

Giunto alla chiesa parrocchiale raccontò tutto al pievano don Paolo Zennaro, che rimase stupito della dettagliata narrazione e, dapprima esitante sul valore dell'evento, tanto da porre più domande al ragazzo e da fargli ripetere più volte il racconto, per rasserenare lo stesso giovane fece infine cenno di aver compreso e raccomandò a Natalino che riferisse pure a quella donna - chiunque ella fosse - che aveva assolto al suo compito.
Tornato a casa il ragazzo raccontò l'avvenimento a sua madre per prima, e poi ad altre donne che l'interrogavano e volevano sapere del prodigio. Natalino, infine, preferì non raccontare più niente a nessuno: s'era stancato - confessa egli stesso - di dover ripetere la stessa cosa a tante persone curiose. Si recò allora a scuola pensando che tutto sarebbe finalmente finito.
Natalino, soddisfatto della missione compiuta, si accingeva ora a svolgere le sue mansioni nell'accompagnare il rito della distribuzione della Comunione agli infermi, pensando che lungo il tragitto, che l'avrebbe condotto nuovamente accanto alla chiesetta di S. Vito, avrebbe potuto confermare alla donna - se ancora era la - che aveva assolto al suo mandato. Arrivato nei pressi della chiesetta non vide la donna che gli aveva parlato poco prima ma, ancora una volta,. sentì un soffio di vento sulla guancia e sull'orecchio.

Venne intanto a sapere che una donna, tale Maritta Furlana, aveva già cominciato a raccogliere offerte per assolvere all'invito celeste di far celebrare delle messe per le anime del Purgatorio, come aveva chiesto la misteriosa Signora. Un compagno di scuola propose a Natalino di andare insieme ad aiutare quella donna volonterose. Riuscirono a raccogliere un bel gruzzolo, e, senza nemmeno contarli, portarono i soldi al Pievano: erano 17 lire e mezza, assicurò don Paolo nella sua testimonianza.

 

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