UNA GIORNATA INTENSA

Per tutto il giorno - in quell'assolato 4 agosto - fu un via vai di curiosi e di pellegrini che venivano a vedere il luogo della straordinaria manifestazione celeste, il luogo dell'apparizione e l'immagine della Madonna custodita nella chiesetta. che intanto era stata aperta alla gran folla dei fedeli.

Proprio sul movimento, sull'apertura e chiusura degli occhi, si dovettero registrare parecchie testimonianze. In particolare se ne conservano altre di quel giorno stesso.

Passavano infatti dalla laguna verso le 16.00 alcuni pubblici ufficiali che stavano compiendo in barca un sopralluogo ai forti di San Pietro in Volta e di Malamocco, e poi al Castello di Chioggia e a quello di Brondolo. Erano a bordo l'ufficiale di milizia Antonio Pretti, sovrintendente di Artiglieria del Provveditorato ai Lidi, Bartolomeo Erizzo, con il Sig. Biron, Maggiore dei bombardieri e il cameriere del Pretti, Giacomo Ferro. Come lo stesso Pretti ebbe a deporre l'anno seguente presso la Curia Vescovile di Brescia (città dove allora abitava) su richiesta della Curia di Chioggia, i tre, giunti all'altezza della chiesa di S. Vito, videro una gran folla e si domandarono il motivo di tanto trambusto. Chiesta spiegazione ad alcuni barcaioli e pescatori, in Pretti brontolò contro quella che egli riteneva creduloneria del popolino. Ma fece comunque fermare e attraccare la barca.Il sovrintendente entrò, e, spinto dal raccoglimento che ispirava quel luogo, si mise a pregare. Iniziò poi anche lui a vedere quell'immagine della Madonna dipinta su tavola ad occhi aperti con in braccio il Bambino, ora chiudeva l'occhi destro e così faceva con l'occhio sinistro, che si chiudeva però soltanto a metà. Anche gli altri che erano entrati con lui erano testimoni del fatto straordinario. Tutto questo, nei minimi particolari, il Pretti dichiarò nell'interrogatorio canonico del 16 febbraio 1717. E narro anche come quell'avvenimento straordinario cambiò in meglio la sua vita.

Ma anche molte altre persone del luogo avevano potuto ammirare il prodigio. Donna Rosada, Floria Busetto e Maddalena Nera, ma anche molti uomini che precedentemente si erano dichiarati increduli: il bottegaio Vianello Pietro, il pescatore Domenico Scarpa, Domenico Vianello. Dalla laguna erano giunti anche altri: un certo Giacomo Renier di Chioggia, Vincenzo Boscolo detto Tetozzo.

Nella serata, verso le 23, il Parroco don Paolo Zennaro si recò presso la chiesetta. All'arrivo del Pievano, la gente che ancora affollava la chiesetta sostando in preghiera, cominciò ad uscire, ma più di qualcuno non poté fare a meno di rivolgersi a don Paolo per narrare i fatti straordinari ai quali aveva assistito.

Fu una giornata davvero memorabile per l'Isola: Pellestrina da allora ricorderà sempre quel 4 agosto con grande solennità, come una data decisiva per la propria fede e la propria storia.

 

l'antica chiesetta dei Santi Vito e Modesto dove era custodita la miracolosa immagine della Madonna del Carmine

L'immagine miracolosa della Madonna del Carmine conservata nella Chiesetta

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